Lunedì, 23 Novembre 2020 17:35

PROGETTO RI-COMINCIARE

PROGETTO RI-COMINCIARE E CROCE ROSSA CARAVAGGIO

La sera del 31 gennaio 2020 é arrivata a Caravaggio, attraverso corridoi umanitari, una famiglia siriana: padre,Omar Almobarak 50 anni, madre, Shifak 38 anni, 4 figli, khoder 14 anni, Shaymaa 13 anni, Faraj 11 anni, Randa 6 anni.

La famiglia é originaria della provincia di Idlib, nella Siria nord-occidentale, un territorio massacrato da bombardamenti e infatti quando Shaymaa era ancora piccola e stava giocando in strada con i suoi fratelli é stata colpita da schegge di granata.

La famiglia é scappata dalla guerra e si é rifugiata in un campo profughi in Libano dove é stata per 4 anni. Finalmente dopo anni di attesa l' UNHCR ha dato l'ok e prima che la situazione in Libano peggiorasse ulteriormente la Comunità di Sant'Egidio é riuscita a far partire la famiglia per l'Italia. A Trento gli Almobarak hanno parenti che sono arrivati con il corridoio di marzo 2019.

Perché Caravaggio? Perché la Comunità Parrocchiale  "SS. Fermo e Rustico" con Don Angelo Lanzeni nella persona del Parroco pro tempore, "coscienti della propria missione ad essere operatori e animatori di carità" hanno dato una casa alla famiglia Almobarak.

Gesto essenziale, ma il vero punto di forza della vicenda é il coinvolgimento e la cooperazione di associazioni e gruppi del territorio che, "pur di ispirazione diversa, hanno a cuore la dignità delle persone umane, nella speranza di una vita dignitosa per tutti".

Ed ecco che insieme a CARITAS, alle ACLI, a SAN BERNARDINO, agli SCOUT, a OPEN ROAD non poteva mancare CROCE ROSSA che tra i suoi obiettivi ha sia l'inclusione sociale sia la diffusione del Diritto Internazionale Umanitario; non si poteva non cogliere questa possibilità di declinare queste finalità in una situazione concreta.

É cosí che é nato il Progetto RI-COMINCIARE che si propone di "creare un'alternativa costruttiva per la famiglia offrendole la possibilità di creare relazioni nuove e serene e di fornire ai volontari e alla comunità tutta conoscenze e strumenti per non temere la diversità".

Quando Croce Rossa si é trovata insieme alle altre associazioni nella riunione dove si dichiarava cosa potesse fare ogni gruppo per la famiglia  abbiamo promesso che ci saremmo dedicati ai trasporti e ci saremmo attivati per la creazione di una cartella sanitaria, avremmo aiutato nella prenotazione e accompagnamento presso le strutture per esami medici e clinici, avremmo affiancato docenti nell'alfabetizzazione.

A distanza di mesi e attraversando un lockdown il bilancio é davvero positivo: i nostri autisti hanno accompagnato la famiglia dovunque ci sia stato bisogno, Bergamo, Brescia, Trento, ma la cosa che finora ci rende davvero orgogliosi é la storia di Shaymaa.

Il 24 febbraio la famiglia non sta molto bene, Randa, la piccolina ha la febbre alta; questa é stata la situazione che ci ha fatto  sentire che dovevamo fare qualcosa. Tramite il Presidente del Comitato abbiamo contattato il Dott. Luigi Re, un pediatra molto conosciuto nella nostra zona per competenze, disponibilità e generosità, 

Il dottore é venuto, ha visitato i bambini, ha tranqullizzato tutta la famiglia e per la prima volta si é parlato delle schegge nel corpo di Shaymaa, una di queste in una posizione pericolosa. Il dottore chiede i dischetti della TC che la bambina ha fatto in Libano e li fa vedere a un radiologo che nota la scheggia vicino a un vaso dell'arteria polmonare. A questo punto c'é bisogno del parere di un chirurgo e abbiamo l'onore di conoscere il primario della Chirurgia Pediatrica del Papa Giovanni di Bergamo, dott. Maurizio Cheli. Da questo momento siamo diventati i suoi referenti ed esattamente sette mesi dopo, il 24 settembre, Shaymaa viene operata, un intervento lungo e complesso e un'altrettanto lunga degenza che la bambina fa in ospedale con sua madre accanto.

Il 12 ottobre Shaymaa é a casa, deve fare ancora controlli, ma il peggio é passato.

Tiriamo un sospiro di sollievo.